• Matteo Limiti

PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA E PSICHIATRA…FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA!

Da addetto ai lavori, mi viene spesso chiesta la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Se mi metto infatti nei panni di chi vorrebbe andare da uno psic…dallo psicot…no lo psichi… Ecco, appunto. Da chi dovrebbe andare?


Ho pensato quindi di scrivere questo breve articolo per aiutare chi non è del mestiere a capirci un po’ di più. Di seguito provo allora a delineare gli aspetti essenziali di ogni professione, le somiglianze e potenziali sovrapposizioni così come le sostanziali differenze.



Partirei proprio dallo psicologo: un professionista sanitario reduce da una laurea magistrale in Psicologia, un tirocinio ed un esame di stato grazie al quale è stato abilitato a svolgere la professione. La legge che regola l’esercizio della professione psicologica è del 1989, motivo per cui potrebbe capitarvi di incontrare professionisti che vengono da altri percorsi di laurea (ad esempio, Filosofia) o che hanno anche solo un diploma e, per effetto di una sanatoria, esercitano comunque la professione. In questo caso, state tranquilli: sono comunque professionisti abilitati e di lunga esperienza. Esistono tuttavia molte altre professioni, spesso non normate, che si occupano di benessere fisico e mentale e possono facilmente essere scambiate con la psicologia: la naturopatia, il counseling, il life-coaching, ecc. Non voglio divagare oltre né esprimere pareri su professioni che non conosco, tuttavia è bene ricordare a chi legge che se andate da costoro per una vostra problematica…NON vi state rivolgendo ad uno psicologo (a meno che non si tratti di psicologi che hanno preso ANCHE queste ulteriori specializzazioni. In tal caso avremmo un counselor psicologo, uno psicologo life-coach, ecc.).

Lo psicologo lavora in diversi contesti (consultorio, scuola, comunità, azienda, ecc.) oppure può esercitare la professione privatamente. Se lo incontrate nel suo studio privato, può fare diagnosi (anche tramite l’ausilio di test psicologici) o iniziare con voi una consulenza psicologica o un percorso di sostegno psicologico senza vincoli temporali.


Se uno psicologo vuole formarsi ulteriormente e affinare le proprie competenze cliniche, tra le opzioni delle quali dispone c’è anche quella di seguire un percorso di quattro anni che gli darà il titolo di psicoterapeuta abilitandolo quindi all’esercizio della Psicoterapia. Più che una vera e propria professione a sé, la psicoterapia rappresenta quindi un’ulteriore specializzazione a disposizione della categoria. Non è affatto semplice definire un confine netto tra un trattamento psicologico ed uno psicoterapeutico né, tanto meno, spiegarlo ai non addetti ai lavori. Per semplicità provo ad illustrarlo così: se volete intraprendere alcune sedute private potete rivolgervi sia ad uno psicologo che ad uno psicoterapeuta. Qualora decideste di rivolgervi ad uno psicologo, questi potrebbe aiutarvi ad inquadrare il problema, sostenervi nel superamento delle difficoltà e nella valorizzazione delle risorse personali. Se dovesse invece accorgersi che la complessità del lavoro clinico previsto necessita di competenze che non possiede (poiché magari c’è una patologia strutturata oppure è richiesto un lavoro complesso di elaborazione del trauma), sarà sua premura inviarvi poi ad uno psicoterapeuta…

Lo psicoterapeuta è quindi il massimo esperto nella terapia dei disturbi psicologi, si è formato a lungo, è stato supervisionato, ha svolto altri quattro anni di tirocinio professionalizzante e, nella maggior parte dei casi, prima di fare il terapeuta ha fatto anche il paziente lavorando su di sé, sulle proprie ferite e fragilità.


Infine ci sono gli psichiatri. Sono innanzi tutto medici, hanno una laurea in Medicina e una specializzazione in Psichiatria. A differenza degli psicologi e degli psicoterapeuti possono prescrivere terapie farmacologiche e psicofarmacologiche e una serie di accertamenti clinico-strumentali aggiuntivi. Come gli psicologi e gli psicoterapeuti, li potete incontrare in diversi servizi (CPS, carcere, ospedale, ecc.) oppure nel loro studio privato. Generalmente lavorano in sinergia con psicologi e psicoterapeuti anche perché, come anni di ricerche hanno ampliamente dimostrato, un trattamento combinato (farmacologico + psicologico/psicoterapeutico) è quello suscettibile di dare i migliori risultati quando la problematica è complessa e radicata. Tendenzialmente si va quindi dallo psichiatra (tramite accesso spontaneo, invio del medico di base, dello psicologo, ecc.) quando c’è la necessità di assumere un farmaco che possa eliminare o contenere la pervasività di un sintomo. Ah, dimenticavo. Lo psichiatra è automaticamente psicoterapeuta anche senza aver frequentato una scuola di specializzazione. Molti professionisti psichiatri che esercitano la psicoterapia si sono comunque formati nelle stesse scuole di specializzazione in psicoterapia che frequentano anche i loro colleghi psicologi. Potrebbe quindi capitarvi di trovare uno psichiatra-psicoterapeuta e quindi, in quel caso, non ci sarebbe nulla di strano se oltre a curarvi con la parola valutasse anche l’introduzione di un farmaco.


Insomma, semplificando al massimo: lo psicologo è il professionista più indicato per interventi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno rivolti a diverse tipologie di utenza (individuo, coppia, famiglia, ecc.), lo psicoterapeuta può subentrare se la patologia richiede un intervento complesso ed, infine, lo psichiatra qualora ci sia bisogno di farmaci.


Non pretendo che adesso sia tutto chiaro ma spero almeno che la materia sia un po’ meno oscura. Scrivetemi per qualsiasi dubbio o domanda!

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