Cosa faccio

Il mio lavoro

Conduco percorsi di psicoterapia individuale con adolescenti e adulti oppure di coppia, in studio oppure online, sia in presenza di problematiche evolutive o fase-specifiche che in situazioni di franca psicopatologia. Il mio modello di lavoro è appunto quello gestaltico, più sotto sinteticamente descritto, che ho poi negli anni creativamente integrato con altre esperienze o formazioni. 

Prevede una fase iniziale di valutazione e comprensione del problema (2-3 colloqui) ed eventualmente un successivo accordo terapeutico con alcuni obiettivi condivisi. Individuare anche un tempo definito serve a veicolare un senso di dinamicità alla terapia senza per questo poterla strutturare secondo tempistiche rigidamente definibili a priori. Sono quindi abituato a fermarmi spesso a “fare il punto” insieme al paziente, per verificare l’andamento del percorso ed eventualmente ri-orientarlo (o concluderlo) alla luce dei cambiamenti intercorsi.

Nel mio lavoro terapeutico mi piace lasciarmi incuriosire dal paziente e dalla sua storia di vita e aiutarlo a trovare in essa un senso, una direzione, una possibilità di riconoscimento e realizzazione.

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Il mio approccio terapeutico

La Psicoterapia della Gestalt è nata negli Stati Uniti negli anni ’50 e, passando attraverso creative evoluzioni e contaminazioni, è arrivata fino a noi. É un approccio olistico, che considera cioè l’individuo nella sua interezza: non solo la dimensione cognitiva e razionale ma anche il sentire emotivo e corporeo. Per essere esperienza davvero trasformativa, la psicoterapia non può coinvolgere solo la “testa” ma deve interessare la persona nella sua totalità. Non basta quindi capire di sé ma è necessario accompagnare questa comprensione ad un’esperienza emozionale e corporea…nuova!

L’approccio gestaltico ritiene inoltre fondamentale la costruzione di una relazione clinica di fiducia con il paziente: il terapeuta si astiene certamente dal giudizio ma non è freddo e neutrale, mantiene con professionalità il suo ruolo ma è anche profondamente coinvolto nel processo terapeutico in atto. 

Senza negare naturalmente gli aspetti problematici o disfunzionali, si concentra innanzi tutto sulle risorse, sui punti di forza, sostenendoli e incoraggiandoli. L’obiettivo della terapia diventa allora quello di aiutare il paziente a ritrovare la propria spontaneità e a portarla in modo vitale nel mondo.

 

Il terapeuta della gestalt dev’essere quindi creativo di fronte ai problemi della vita, fiducioso nelle possibilità di cambiamento generate dall’incontro interpersonale, radicato nelle sue certezze ma sempre aperto, con sguardo critico e curioso, a nuove possibilità.